“No ai tagli della Pac per finanziare il riarmo. Spesa militare mondiale salita del 40% in dieci anni, democrazia e coesione sociale a rischio”
Presente al Forum una delegazione di Coldiretti Emilia Romagna guidata dal Presidente, Luca Cotti e dal Direttore, Marco Allaria Olivieri.
“La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani. Negli ultimi dieci anni, la spesa militare sul pianeta è aumentata del 40%, con un balzo particolarmente significativo per i Paesi europei, che hanno più che raddoppiato le risorse destinate agli armamenti”. Lo afferma il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, nel suo intervento di apertura del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma, aperto dall’interpretazione di Michele Placido del discorso all’umanità di Chaplin nel film “Il grande dittatore”.
Gesmundo denuncia gli effetti della guerra sui costi dei fattori della produzione agricola e sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla spesa alle cure fino alla scuola. Una situazione che, avverte, “si traduce nell’erosione delle principali fondamenta delle nostre democrazie, mina la coesione sociale, produce fenomeni sempre più estesi di insofferenza, se non di rivolta”, mentre cresce la distanza dalla partecipazione elettorale.
Da qui il richiamo alla voce di Papa Leone XIV e la richiesta di un ritorno della politica e del pieno utilizzo degli strumenti diplomatici. “Noi scegliamo la strada dei profeti disarmati”, afferma Gesmundo, indicando nella parola, nella testimonianza e nella persuasione gli strumenti per costruire la pace. “La nostra posizione non si basa su un pacifismo astratto, ma sulla certezza che non vi sono alternative alla ricerca della pace, che la guerra, segnatamente per il nostro popolo, per i contadini, rappresenta solo distruzione e morte”.
Il segretario generale richiama gli agricoltori ucraini morti sulle mine nei campi e i contadini russi mandati a combattere. “Il nostro non è esercizio astratto di contabilità, è riaccensione di memoria, in un momento in cui la retorica bellicistica sommerge i popoli europei”, sottolinea. “L’alternativa è la speranza, la ricerca attiva della pace”.
Gesmundo rivendica quindi l’indipendenza dell’organizzazione: “Coldiretti non è in prestito alla politica, sia essa di destra o di sinistra o di centro”. È, ribadisce, una “forza sociale autonoma” che cerca interlocuzioni con chi governa a Bruxelles, a Roma e nelle Regioni.
“Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia, grazie a questo modo di fare e alla nostra capacità di mobilitarci e presentare non solo proteste, ma proposte concrete”, afferma. “Noi siamo al servizio dei nostri soci e siamo certi che gli interessi dell’agricoltura italiana coincidano con gli interessi generali del Paese”.