24 Settembre 2012
OCCUPAZIONE: TERREMOTO E SICCITÀ, RISCHIO PER CONTRATTI OPERAI AGRICOLI

Le trattative per il rinnovo dei contratti provinciali dei lavoratori agricoli, dopo la pausa estiva riprendono in una situazione drammatica per le imprese e i lavoratori. E’ quanto annunciano  Coldiretti, Cia  e Confagricoltura Emilia Romagna in vista degli appuntamenti per la prossima settimana degli incontri nelle varie province con i sindacati dei lavoratori, che hanno già annunciato uno sciopero nazionale per sollecitare il rinnovo del contratto
“Prima il terremoto e poi la siccità – commentano le organizzazioni – hanno provocato danni oggettivi, quantificabili in perdita di case, magazzini, capannoni e attrezzi agricoli e perdita di produzione, per valori complessivi attorno ai 2.000 milioni di euro, quasi il 50% della Produzione Lorda vendibile del 2011. Tutto questo si ripercuoterà pesantemente sui redditi delle imprese agricole e quindi sulla loro capacità di dare occupazione”.
Le ripercussioni – dicono Coldiretti, Cia  e Confagricoltura – si sono già fatte sentire perché le imprese sono in difficoltà a far fronte agli impegni bancari, all’aumento dei costi dei mezzi di produzione (dalle sementi ai mangimi, ai carburanti), al rinnovo del parco macchine danneggiato dal sisma. Fatti che inevitabilmente – proseguono le organizzazioni agricole – incideranno anche sui contratti provinciali dei lavoratori agricoli.
I sindacati – informano le organizzazioni – hanno avanzato una richiesta di aumento tra il 6 e il 6,5 per cento, più un aumento per obiettivi che potrebbe portare al 7 per cento l’aggravio complessivo dei costi del lavoro per le imprese.
“Ci farebbe piacere che anche le aziende agricole potessero contare su un simile aumento; purtroppo – commentano i dirigenti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura – il reddito aziendale quest’anno sarà falcidiato dai due fenomeni naturali che hanno provocato una situazione oggettivamente drammatica per le imprese e di conseguenza per i lavoratori. Di questi tempi è quasi un miracolo che si continui a dare occupazione e in alcuni casi anche ad aumentarla (nel secondo trimestre 2012 il settore agricolo, unico in Italia, ha incrementato l’occupazione 10,6%). Auspichiamo perciò una coesione tra le parti per arrivare ad accordi che tengano ben presente la situazione di reale difficoltà. Non abbiamo nessuna intenzione di strumentalizzare terremoto e siccità; ma i fatti sono davanti agli occhi di tutti e tutti dobbiamo esser consci del periodo che stiamo attraversando e delle particolarità del settore. Le aziende agricole non possono delocalizzare per produrre le tante eccellenze alimentari della nostra regione, e sono le prime a riconoscere l’importanza di un lavoro di qualità, ma possono comunque essere costrette a chiudere, anche a causa di un’agguerrita concorrenza estera, in un mercato con sempre meno regole, nel pieno di una crisi mondiale. E allora oltre alle imprese sparirà anche il lavoro”.

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