Il Comitato europeo delle Regioni approva gli emendamenti dell'Emilia-Romagna per destinare risorse Pac alle aziende agricole che contribuiscono alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle zone collinari e montane
Approvata dal Comitato delle Regioni la proposta dell'assessore regionale che chiede di sostenere le attività di cura, prevenzione e gestione del territorio e alla tutela delle aree montane.
Chi coltiva un campo in montagna non produce soltanto alimenti. Contribuisce alla cura e manutenzione dei versanti, al presidio del territorio, alla regimazione delle acque, a contrastare l'abbandono delle aree interne e alla riduzione del rischio di dissesto idrogeologico. Un ruolo destinato ad assumere un peso crescente nel confronto sulla futura Politica agricola comune.
Vanno in questa direzione gli emendamenti presentati dall'assessore regionale all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna, Alessio Mammi, nell'ambito del parere sulla futura Pac 2028-2034, che a Bruxelles hanno ricevuto il via libera al Comitato europeo delle Regioni.
Le proposte approvate riconoscono tra le priorità della nuova Politica agricola comune i servizi ecosistemici assicurati dalle attività agricole e forestali nei territori montani e nelle aree soggette a vincoli naturali. Viene inoltre introdotta una nuova priorità dedicata alla prevenzione dei rischi naturali e alla gestione delle acque, insieme a specifici strumenti di sostegno a favore degli agricoltori che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela dell’ambiente e alla cura del territorio.